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01.03.2010:
PRIMO GIRO PER I SOCI ATTS Ore 21.00 del primo marzo 2010, Sassi, sede dell’ATTS. I soci che sono riusciti a prenotarsi ci sono, quelli che non lo hanno fatto sperano di trovare ancora un posto a bordo, tutti, comunque, sono trepidanti. La giornata è di quelle importanti, significative, e si vede, una vettura tranviaria deve essere inaugurata e, quindi, per la prima volta dopo il restauro, può portare nuovamente dei passeggeri in giro per le strade di Torino. Si tratta della mitica 502, insieme al 116 e alla 209 decana della rete tranviaria torinese. Vettura la 502 dalla storia lunga e varia, originariamente neanche doveva andare a Torino, poi nel 1924 c’è venuta ed è rimasta in servizio per anni, in seguito, ormai non più utilizzata per il trasporto passeggeri, è stata usata come vettura di servizio, infine è stata accantonata definitivamente. Ma, per fortuna, la sua storia non si è fermata lì, grazie all’impegno dell’allora ATM nel 2000 si decise di restaurarla, ma solo come vettura da esporre staticamente, senza, quindi, la possibilità di farla muovere con i suoi motori. Solo con l’intervento dell’ATTS, finalmente, la vettura è stata messa nelle condizioni di poter trasportare nuovamente passeggeri in giro per Torino. E, ovviamente, nessuno dei soci vorrebbe perdersi l'opportunità di essere tra i primi ad ammirare Torino dalle piattaforme di questo “gioiellino” rosso e crema. Il viaggio inaugurale parte attorno alle ore 22.00, senza vari in stile nautico, ma, forse, è meglio, data la delicatezza del veicolo. Il viaggio nella “Torino by night” inizia in corso Casale, per poi procedere lungo i corsi Belgio e Regina Margherita. Dopo circa venticinque minuti dalla partenza ecco che la vettura, dopo tanti anni, torna a compiere una fermata, decisamente molto richiesta: i Giardini Reali. Nella magnifica cornice di viale Primo maggio i soci dotati di macchine fotografiche, cioè praticamente tutti coloro che si trovano a bordo, hanno modo di invadere sia la sede tranviaria che la sede stradale, ma, d’altronde, avere la foto di questa vettura con l’eccezionale sfondo della Mole illuminata è qualcosa che non capita proprio tutti i giorni. Nel bel mezzo delle foto, ecco, però, che la campanella del tram richiama tutti a bordo, si deve ripartire. Dopo i Giardini Reali, quindi, il tour prosegue per piazza Castello, via Po e via Accademia Albertina, tutte strade abituate, ormai, al transito di vetture d’epoca. Ma, se lo sono le strade, altrettanto non può dirsi della gente, per fortuna dell’ATTS tutti osservano con stupore e curiosità la vistosa vettura che agilmente si destreggia per i binari subalpini. Dopo piazza Carlina (Carlo Emanuele II per essere rigorosi) è la volta di strade meno abituate ad essere solcate da ruote d’epoca; il viaggio prevede, infatti, un transito in via Madama Cristina e in corso Raffaello, per poi arrivare niente meno che al Valentino. Qui, sistemato il tram su un binario di scarto, c’è tempo per un’altra sosta fotografica, con i soci che, a rischio di essere investiti dagli autobus in transito, non vogliono assolutamente lasciarsi scappare l’opportunità per un’altra (o, meglio, decine di altre) foto. Dopo la ripartenza da corso Massimo viene subito prenotata la fermata successiva, decisamente più scenografica: la Gran Madre. E se ai Giardini Reali l’elemento interessante era la mole Antonelliana sullo sfondo, qui la scenografia si fa decisamente più vicina e vistosa; l’illuminazione della Chiesa che ne accentua le forme rotondeggianti rende l'atmosfera semplicemente eccezionale e, senza dubbio, questo luogo è indubbiamente uno di quelli che maggiormente si adattano alla storica vettura tranviaria da poco nuovamente in grado di muoversi con i suoi motori. Dopo il giro attorno alla Chiesa a dopo un’estenuante attesa dietro ad un bus del 13 “lineapiù” al capolinea, ecco che il giro inaugurale della simpatica vettura rorro-crema comincia, purtroppo, come tutte le cose belle, a volgere a conclusione, le strade tornano ad essere quelle già percorse, l’entusiasmo forse anch’esso comincia a venire un po’ meno e, dopo circa due ore dalla sua uscita, ecco che il mitico 502 fa ritorno al deposito di Sassi, dove, al riparo dagli agenti atmosferici, può dormire sonni tranquilli in attesa dell’ennesimo servizio della sua lunghissima, rispettabilissima e onoratissima carriera. (Testo a cura di Simone Volpe - ATTS) Fotografie
di Antonio Accattatis, Christian Bizzi e Simone Volpe (cliccare
sulle singole fotografie per ingrandirle)
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