NUOVI
VEICOLI TRANVIARI IBRIDI
Articolo tratto da "La Stampa" del 25 marzo
2010
VIA I FILI DEL TRAM DALLE
STRADE DEL CENTRO In arrivo mezzi innovativi ad alimentazione
mista Parte il progetto del Comune
Via la brutta ragnatela
di cavi elettrici sospesa sul cielo di Torino. Il tram del futuro
non si attaccherà più a niente. Funzioneranno con alimentazioni
alternative: dalla ricarica grazie ad un gruppo, una volta tornato,
la sera, in centrale, alla nuova tecnica dell'energia prodotta dalle
frenate. Lo aveva dichiarato (ormai quasi due anni fa) il presidente
dell'Agenzia per la Moblità Giovanni Nigro, dicendo che aveva già
pronto lo studio di fattibilità. In molti allora sostennero che
si trattava di un piano che non avrebbe mai visto la luce: costa
troppo e il gioco non vale la candela. Invece ieri mattina a Palazzo
Civico, il presidente dell'Agenzia ha annunciato che "sono
già state individuate le aziende in grado di fornire la tecnologia
necessaria all'eliminazione della rete aerea e che l'esperimento
all'inizio verrà limitato ad una linea centralissima per cominciare
ad eliminare quegli antiestetici cavi sospesi a mezz'aria nel centro
storico". E ha aggiunto: "Una soluzione che consentirà
di eliminare una forma di inquinamento visivo, ma di risparmiare
anche risorse". Secondo il presidente, dal momento che GTT
sta per affrontare il rinnovo della flotta di tram è giunta l'occasione
per cominciare a sostituire una linea centrale con questi nuovi
mezzi che possono fare a meno dell'alimentazione che arriva dal
pantografo. In Italia - come spiegato già a suo tempo da GTT - si
è cimentata con questo tipo di esperimento la città di Padova. Il
tipo di tecnologia sperimentato in Veneto, però si dimostrò meno
affidabile di quello impiegato a Nizza, che ricarica i tram tutte
le sere a fine corsa. Aggiunge Nigro: "In effetti, nel caso
in cui si adottasse la tecnologia utilizzata da alcune città francesi
l'amministrazione dovrebbe soltanto affrontare la spesa del nuovo
tram e non intervenire sulla rete di binari". Come nel 2008
esiste una terza alternativa tecnologica (quella giudicata più affidabile)
ed è il sistema brevettato da Alstom già utilizzato senza problemi
sulla rete di Bordeaux: il sistema a volano che consente al tram
di generare energia completamente rinnovabile, recuperando quella
prodotta durante le fasi di frenatura del convoglio, e di viaggiare
tra due stazioni senza bisogno di essere alimentato da linee elettriche
sospese. Spiegano direttamente alla Alstom: "Una dinamo con
rotore in fibra di carbonio a rotazione permanente che gira a mo'
di trottola, e situata sul tretto del convoglio: l'energia cinetica
immagazzinata durante le fasi di frenatura del tram viene rinviata
al generatore elettrico del sistema di propulsione per essere utilizzata
nelle successive fasi di accelerazione del mezzo". Il tram
frena e la batteria si ricarica. Il sistema si ricarica così ad
ogni frenata. Utilizzando energia pulita prodotta con un dispositivo
meccanico, il volano si dimostra ideale per l'ambiente: energia
pulita, bassi consumi e una durata del sistema di trent'anni. "Per
il momento pensiamo che il progetto sia utile per il centro storico
- ribadisce il presidente dell'Agenzia per la Mobilità - partendo
appunto da una sola linea. In ogni caso non si tratterebbe di uno
spreco perchè tanto la sostituzione di alcuni tram da parte di GTT
va fatta". "Si potrà partire comunque - concludono
all'Agenzia - con i tram a sistema bimodale: così se per esempio
decidiamo di debuttare sulla linea 4 si fa funzionare il tram con
la linea aerea sino a Porta Palazzo e di lì in poi si cancella la
brutta ragnatela di fili sospesa in aria".
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