FERROVIA
TORINO-CERES
Articolo tratto da "La Stampa" del 23 marzo
2010
LA NUOVA TORINO-CERES NODO
DEL SISTEMA FERROVIE Intervento da 180 milioni per l'arrivo dell'Alta
Velocità Rivoluzione nei trasporti della cintura
E' il primo passo per il
riordino del nodo di Torino e, in prospettiva, per rendere più agevole
la realizzazione della Torino-Lione. Con il via libera della giunta
regionale al protocollo d'intesa per la riqualificazione della Torino-Ceres
prende forma il sistema ferroviario metropolitano almeno per quanto
riguarda il ciriacese e in particolare i Comuni di Caselle, Borgaro,
Ciriè, Mathi, Nole, San Maurizio, Venaria e Villanova Canavese.
E ieri pomeriggio il ministro delle Attività produttive, Claudio
Scajola, si è detto disponibile a valutare la possibilità di realizzare
in Valsusa una zona franca. L'accordo messo a punto dall'assessorato
regionale ai Trasporti, Daniele Borioli, prevede la realizzazione
di una galleria di circa 2 chilometri lungo corso Grosseto dal largo
omonimo - qui sarà realizzato il sottopasso viario di collegamento
con la stazione Madonna di Campagna della Torino-Ceres - fino a
Rebaudengo dove ci sarà l'interconnessione con il passante ferroviario
di Torino. Un progetto che costerà circa 180 milioni. I cantieri
potrebbero partire all'inizio del 2011. Gli interventi permetteranno
di attuare il sistema ferroviario metropolitano con l'immissione
dei treno della linea Torino-Ceres sul passante di Torino con passaggi
ogni 15 minuti garantiti dal servizio cumulato e ogni 30 minuti
sulla linea Pinerolo-Germagnano (FM2) e Orbassano-Ciriè (FM5). E'
previsto anche un servizio di collegamento con treni regionali tra
i principali capoluoghi di provincia e l'aeroporto di Caselle. La
Regione, poi, si impegna ad affidare all'Agenzia per la Mobilità
Metropolitana e a GTT lo studio di fattibilità della linea tranviaria
di collegamento tra il centro di Torino e la zona Nord-Ovest, e
a finanziarne, d'intesa con il Comune di Torino, la realizzazione,
oltre al collegamento pedonale superficiale protetto e coperto tra
l'attuale stazione Dora-GTT e la nuova fermata Dora-RFI. Gli
interventi permetteranno di riordinare il servizio di trasporto
pubblico verso la Reggia di Venaria, con un sistema di interscambio
con la linea della metropolitana alla stazione Massaua, per migliorarne
l'accessibilità e ridurre le emissioni inquinanti. L'accordo
- che sarà firmato nelle prossime settimane dal Comune e dalla Provincia
di Torino, dall'Agenzia per la Mobilità Metropolitana, dai Comuni
prima elencati e dal GTT - si inserisce nell'intesa quadro
Regione\Governo che prevede investimenti di 300 milioni sul nodo
di Torino connessi alla realizzazione della Torino-Lione. La Regione
ha deciso di anticipare la sua parte. "Noi stiamo proseguendo
con la definizione degli impegni e l'accordo con gli enti locali
- spiega la presidente Bresso -. Abbiamo individuato le risorse,
continuiamo ad aspettare che il Gorverno metta a disposizione le
sue. Sulla scrivania del ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli
giace ormai da molti mesi la bozza di accordo che la Regione ha
predisposto sull'uso dei primi 30 milioni". Intanto ieri
a Giaveno, nel corso di un incontro elettorale organizzato dal vice-capogruppo
Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli, il ministro Claudio Scajola ha
auspicato che la Valsusa possa rientrare tra le prossime zone franche:
"Per il momento stiamo definendone 22, nel sud 18, nel centro-nord
4. I decreti attuativi spettano al ministro dell'Economia e mi auguro
che il ministro li firmi a tempi brevi. Dopo quest'esperimento faremo
mente locale dove poterne fare ulteriori per quelle zone che hanno
parametri di difficoltà e dove c'è bisogno di sviluppo".
Articolo tratto da "La Voce del Popolo" del 28 marzo
2010
TORINO-CERES NEL PASSANTE
- TRENI FREQUENTI O SI TORNERA' AI VECCHI BINARI IMPORTANTE ACCORDO
SULLA LINEA DELL'AEROPORTO
Un treno ogni 15 minuti
per l'aeroporto di Caselle, Ciriè e la Reggia di Venaria. E' l'obiettivo
di un protocollo d'intesa approvato dalla Giunta Bresso la scorsa
settimana per ottenere il via libera dei sindaci del Canavese all'inserimento
della ferrovia Torino-Ceres nel passante ferroviario. Il documento
accoglie finalmente le istanze dei sindaci in questione, preoccupati
di perdere gli attuali binari all'ingresso della città (lungo l'asse
di via Stradella) in cambio di un tracciato nuovo - in galleria
sotto corso Grosseto e lungo il passante ferroviario - che potrebbe
anche non supportare l'alta frequenza dei convogli richiesti dai
pendolari del canavese: appunto un treno ogni 15 minuti. La Regione
(e il Comune di Torino, la Provincia, GTT e l'Agenzia Metropolitana
Trasporti, che firmeranno il documento nelle prossime settimane)
si impegnerà a garantire passaggi frequenti di convogli, sfruttando
quelli provenienti da Porta Susa, ma anche quelli della linea di
Pinerolo e Orbassano, che attraverserà Torino e sarà prolungata
fino a Ciriè. Se la promessa di passaggi ogni 15 minuti non sarà
manenuta - leggiamo all'art.3 del protocollo d'intesa - sarà
possibile una "rivalutazione congiunta delle possibili alternative,
ivi incluso il mantenimento della continuità dell'attuale linea
ferroviaria Torino-Ceres" (via Stradella). Restano aperte
tutte le ipotesi, fermo restando il progetto prioritario di inserire
la linea locale nel Passante Ferroviario. Se questo progetto andasse
in porto con le modalità previste - come Regione e Comune danno
per scontato - comporterebbe una indiscutibile miglioria per i pendolari
dell'aeroporto e del canavese, scaricandoli non più nella periferica
Stazione Dora, ma nella centralissima Porta Susa. I punti interrogativi
riguardano il finanziamento dell'operazione (150 milioni di euro
promessi dal Governo Berlusconi e non anora erogati) e tempi incerti
di realizzazione. In attesa del tunnel di corso Grosseto, resteranno
in funzione gli attuali binari della Torino-Ceres fino a stazione
Dora. La Regione, nel protocollo d'intesa, si impegna a integrarli
con una nuova linea di tram rapido fra Stazione Dora e Porta Susa:
dovrà essere attrezzata non appena sarà pronta la copertura del
Passante Ferroviario. Quando firmeranno l'accordo per l'inserimento
della Torino-Ceres nel Passante Ferroviario, i sindaci del canavese
rinunceranno alla richiesta di ripristinare i vecchi binari della
Torino-Ceres fino a Porta Palazzo e al centro città. L'ipotesi di
trasformare la ferrovia locale in "linea di metropolitana"
era suggestiva ed economica, ma è passata in secondo piano, anche
se potrebbe essere recuperata fra qualche anno. Per ora, il
protocollo d'intesa messo a punto dalla Regione stabilisce un altro
futuro per i vecchi binari. Quando saranno abbandonati definitivamente
potranno ospitare un prolungamento della linea tranviaria proveniente
da Porta Susa, spingendola verso Madonna di Campagna.
Articolo tratto da "Torino Cronaca" del 23 marzo
2010
UN TRAM SUPERVELOCE SOPRA
IL PASSANTE
Ci sarà un tram, una sorta
di metropolitana leggera stile Linea 4, a collegare Porta Susa e
la futura stazione Dora. Una linea che potrà proseguire utilizzando
la linea ferroviaria dismessa tra Madonna di Campagna e Dora e la
copertura del passante RFI, collegando la zona Nord-Ovest di Torino
e l'area di via Stradella. E, a regime, completato il passante,
il sistema ferroviario metropolitano garantità treni ogni 15 minuti
sulla Torino-Ceres garantendo finalmente il collegamento diretto
tra il centro città e l'aeroporto di Caselle. Questo dice il
protocollo d'intesa approvato ieri dalla Giunta Regionale. L'accordo
sarà firmato nelle prossime settimane da Comune, Provincia, GTT,
Agenzia per la Mobilità Metropolitana e i Comuni di Caselle, Borgaro,
Ciriè, Mathi, Nole, San Maurizio, Venaria e Villanova Canavese.
L'intesa si inserisce tra quelle previste dall'accordo sui 300 milioni
di euro programmati tra Regione e Governo per gli investimenti sul
nodo di Torino, connessi alla realizzazione della Torino-Lione. Intanto
ieri mattina il centrodestra è tornato a polemizzare sull'aeroporto
di Caselle. Una mozione promossa dalla coordinatrice provinciale
Pdl Barbara Bonino e presentata a Palazzo Civico da Roberto Ravello
chiede di destinare gli utili di SAGAT a un reinvestimento sullo
scalo stesso. In particolare, a sostenere un accordo con una o più
compagnie low-cost internazionali. "Con la privatizzazione
di Caselle - accusa Bonino - le finalità dovevano rimanere la mobilità
dei cittadini e lo sviluppo del Piemonte. Invece le necessità di
cassa dei soci pubblici, in particolare del Comune, hanno portato
la gestione a perseguire meramente un dividendo da distribuire".
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