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METROPOLITANA LINEA 2

Articolo tratto da "Il Sole 24 Ore Edilizia e Territorio" del 22 giugno 2009

A TORINO PRIMI PASSI PER IL METRO' 2
Approvata la variante strutturale 200 con l'obiettivo di "catturare valore"

Il Comune di Torino getta le fondamenta per una maxioperazione di restyling urbano che consentirà alla città di recuperare i soldi per la costruzione dei primi 7 chilometri della seconda linea di metrò attraverso la valorizzazione dei diritti edificatori comunali sulle aree sovrastanti l'infrastruttura. Il primo via libera all'ambizioso piano della Giunta Chiamparino, che coinvolge il territorio della Barriera di Milano, nel quadrante Nordest di Torino, è arrivato dal Consiglio comunale, con l'approvazione del documento programmatico della variante strutturale 200 al Prg.
L'atto, che segue le procedure della legge regionale 1/2007, dovrà ora passare all'esame della conferenza di pianificazione, a cui partecipano anche Regione e Provincia, prima di procedere con la fase progettuale.
Il tracciato della linea 2 si estenderà per 20 km sull'asse Nord-Sud e sarà suddiviso in tre lotti funzionali dalla stazione Rebaudengo a Corso Vittorio Emanuele II (7,2 km), da Corso Re Umberto al cimitero di Mirafiori (7,6 km) e da Mirafiori a Orbassano (6 km). L'operazione della variante 200 riguarda però solo la prima tratta dell'opera che ha un costo stimato di circa 600 milioni (al 40% a carico del Comune) e che lambirà nel suo percorso le aree ancora da sviluppare di Spina 4, l'ospedale San Giovanni Bosco, il trincerone ferroviario degradato di Corso Sempione, l'ex Scalo Vanchiglia, l'ex Manifattura Tabacchi dove l'Ateneo vuole insediare Scienze motorie.
L'obiettivo della città è quello di valorizzare, attraverso la variante, le aree ancora libere fra quelle toccate dall'infrastruttura, oggi poco appetibili, generando solo per il Comune 400mila mq di diritti edificatori che potranno essere venduti e consentire così al Comune di recuperare la propria quota di finanziamento per la linea. A beneficiare dell'operazione saranno inoltre alcuni operatori privati che potranno dar vita a interventi misti fra residenziale, commerciale e terziario. In due casi gli interventi saranno anche anticipati, rispetto alla variante, con l'approvazione di specifici programmi integrati e in cambio della cessione di ampie metrature su cui la città farà atterrare la propria quota di edificabile. Le singole operazioni saranno poi inserite in un contesto di riqualificazione generale della Barriera di Milano che vedrà anche la nascita di un parco urbano e di un orto botanico, la realizzazione di una piazza davanti all'ospedale San Giovanni Bosco con l'integrazione dei servizi che oggi mancano al presidio sanitario. In totale si parla di investimenti in arrivo per oltre 1,4 miliardi.
"L'operazione - conferma l'assessore all'Urbanistica, Mario Viano - sarà governata con una regia pubblica, probabilmente attraverso uno Stu o un'altra società veicolo". Le ipotesi avanzate da Finpienonte in uno studio di fattibilità realizzato per il Comune indicano, fra le possibilità, la gestione diretta della valorizzazione da parte della Stu oppure l'individuazione, con un bando di project financing, di un unico soggetto che realizzi la linea e attui la trasformazione urbanistica.

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