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GTT: QUALE SARA' IL FUTURO? Articolo tratto da "Giornale Piemonte" del 1 ottobre 2009 GTT-ATM. LA SOCIETA' DEI TRASPORTI DELLA CITTA' NASCE GIA' ZOPPA Una Srl al posto di una SpA. Si pensava in grande una volta dentro a GTT, quando all'ordine del giorno in agenda, c'era la fusione con ATM Milano, quando erano avviati i contatti con il sindaco Moratti e quando Torino doveva scardinare il potere meneghino dei binari. Ma quando ieri il vice-sindaco Tom Dealessandri ha illustrato il piano "B", ovvero la creazione della società che dovrà gestire la trasformazione dell'azienda in vista della liberalizzazione del mercato, a molti sono cascate le braccia. Non una SpA, ma una semplice Srl con amministratore unico dirigerà le operazioni di scorporamento di GTT. Un unico monarca al timone. Senza un CdA. Senza un organismo di controllo. Senza un tubo di niente. Un bel paradosso per una città infarcita di fondazioni e società pubbliche di ogni genere e grado, da Ftc all'Agenzia per i servizi pubblici locali, quest'ultima addirittura con un Consiglio di Amministrazione di otto persone più un presidente. Si tratta di un passo probabilmente conveniente per la Città, e per molti aspetti obbligato. Il punto centrale è mantenere un controllo pubblico sulle reti (analogamente al processo che investe la futura privatizzazione degli altri servizi) e così avvantaggiarsi dei meccanismi di concorrenza sul mercato, mantenendo una garanzia sui livelli di servizio e sul patrimonio pubblico. Ma il primo a trasecolare è stato Daniele Cantore, capogruppo del Pdl: "Siamo disponibilia a una discussione franca e seria su questa strategia, che vede un'ampia convergenza, e sui provvedimenti necessari ad attuarla. Cominciamo però a intravedere alcuni nodi da sciogliere. Il primo è quello della forma societaria: l'orientamento della Giunta è di istituire una Srl, perchè, si legge nella delibera, l'attuale legislazione consente questa soluzione, che garantisce snellezza e rapidità nelle decisioni. Ma questo, tradotto, significa un amministratore unico". La discussione è stata lunga e articolata. E Cantore non è stato l'unico ad avere dubbi. Ferdinando Ventriglia punta il dito sulle contraddizioni della città che ragionava in grande e si riduce adesso a creare una semplice Srl per comodità: "Lungi da noi l'idea di voler ulteriormente appesantire la burocrazia nelle partecipate, ma non riteniamo sostenibile che Fondazioni o Aziende che gestiscono poco o nulla, come ad esempio l'azienda servizi pubblici locali, siano governate da pletorici Consigli di Amministrazione, mentre l'unica società che rappresenta il controllo strategico sul rilevante patrimonio della rete infrastrutturale di trasporti venga gestita, col pretesto della snellezza, nelle forme tipiche di una piccola impresa artigianale". Le conclusioni del Pdl sono scontate: "Fuori di battuta, invitiamo la Giunta a riflettere attentamente su soluzioni più adeguate e condivisibili. Comprendiamo le molteplici convenienze del momento, ma una simile soluzione non appare ragionevole." Però anche dalla stessa maggioranza si sono levate voci perplesse sul progetto. Monica Cerutti di Sd spiega: "Al momento, è chiaro che il Comune di Torino andrà a conferire i beni demaniali, vale a dire gli impianti fissoferrofilotranviari e di fermata, nonchè gli impianti di metropolitana. Questi beni determineranno il valore della partecipazione del Comune. Invece, il restante materiale rotabile, compresi i tram della serie 6000 (linea 4), verranno ceduti a titolo oneroso, a fronte di un indebitamento della società acquirente, dopo congrua valutazione economica. Invece, non è ancora stato definito cosa verrà ceduto da GTT, e quindi cosa rimarrà nell'azienda." |