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Articolo tratto da "La Repubblica - Ed.Torino" del 15 maggio 2010

SPEZZATINO GTT, SI DIVIDE TRE AZIENDE
I democratici: ne serve pure una per la progettazione della linea 2 del metrò
Intanto in Sala Rossa arriva il progetto per la società d'esercizio scorporata da quella che gestirà le infrastrutture

GTT si fa in tre. Da una parte la società d'esercizio che, attraverso una gara, potrà abbracciare un socio industriale privato, dall'altra la sorella "InfraTo", interamente pubblica, con in mano le infrastrutture e aperta a una futura partecipazione della Regione, come socio di minoranza. Fin qui nulla di nuovo: dopo lo stop per mano del Pd avvenuto lunedi scorso, ieri la delibera è stata finalmente liberata per la Sala Rossa, dove sarà votata lunedi prossimo. Tutto però ha un "prezzo". Il Pd in cambio del via libera ha chiesto di creare in futuro, una terza società di engineering, che si occuperà sia di progettare la linea 2 della metropolitana sia piazzare i suoi prodotti sul mercato. "Abbiamo delle eccellenze - sottolinea Stefano Lo Russo (Pd) - e perchè non dobbiamo promuoverle? Il Comune di Milano applica lo stesso modello. E la società di engineering sarebbe al servizio di tutte le nostre aziende partecipate. Un processo che va avanti con l'accordo del vicesindaco".
Tom Dealessandri, che lunedi prossimo si presenterà davanti al notaio per la nascita del grande contenitore (InfraTo e la società d'esercizio) sembra non avere nulla in contrario. "E' un ipotesi che stiamo valutando - spiega il vicesindaco - Dobbiamo capire che competenze possiamo mettere sul mercato e se i nostri tecnici, chiusa la partita metropolitana, avranno effettivamente del tempo libero per dedicarsi a progetti da commercializzare".
Ma c'è chi vede in questo gioco di scatole cinesi, un unico obiettivo: "Moltiplicare le poltrone per sistemare un po' di amici". Una nuova società vorrebbe infatti anche dire un altro presidente e un altro amministratore delegato. E i compensi sono allettanti: in GTT l'attuale presidente percepisce infatti 76.637 euro, mentre l'ad ne incamera 65.689. Escluse naturalmente le indennità per il raggiungimento degli obiettivi. Sottolinea Gavino Olmeo (Api): "Mi sembra strano che il sindaco, che a suo tempo ha unito due società storiche come ATM e SATTI, all'insegna dell'ottimizzazione, dia il via libera ad un "contenitore" di dubbia utilità. Tutta l'attività di engineering doveva infatti fare capo a "InfraTo": se le verranno tolti questi compiti, finiremo per costituire una società al solo scopo di trasferirle la proprietà delle reti". Intanto, con il documento che la Sala Rossa voterà lunedi, GTT potrà procedere con gli scorpori, sempre che qualcuno fra i consiglieri del Pd non cambi idea.

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