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Articolo tratto da "La voce del popolo" del 05 giugno 2010

IL BALLETTO DEI TRASPORTI
Forse in vendita le azioni GTT - Nasce la nuova potente società comunale "InfraTo"
Grandi manovre - Fine del monopolio pubblico, Torino si prepara alla prima gara d'appalto internazionale

Quanto potrebbe valere in denaro contante il Gruppo Torinese Trasporti (GTT)? Dietro alle grandi manovre avviate a metà maggio dal Comune di Torino per la riorganizzazione della sua più grande azienda municipale - 5.300 dipendenti, 450 milioni di fatturato - si muove anche questo "mercantile" interrogativo. Quanto potrebbe incassare Palazzo Civico se decidesse di vendere una parte delle azioni della società di trasporti, diciamo il 40% delle quote? L'ultima valutazione risale all'anno scorso: si parla di 150-200 milioni di euro, denaro fresco per le casse del Comune subalpino, il più indebitato d'Italia.
La "vendita" potrebbe arrivare nel giro di un anno, cedendo ad investitori pubblici o privati una parte del controllo dell'azienda municipale. Avverrebbe dopo il rilancio di GTT sul mercato dei trasporti locali, ma anche dopo l'alleggerimento dell'azienda da alcune funzioni di rilevante "peso" politico (pianificazione metrò, appalti, gestione fondi statali), trasferite a una società municipale costituita per l'occasione. Le operazioni si intrecciano, stanno entrando nel vivo in questi giorni, avranno ricadute sul governo del territorio, sulla finanza locale, sugli equilibri politici nel centrosinistra torinese che sta registrando duri momenti di lotta interna per le poltrone strategiche nei nuovi centri di potere, ma andiamo con ordine.
Il prossimo anno. Il 2011 porterà una grande rivoluzione nella gestione della rete dei trasporti torinesi: la fine del monopolio di GTT nella conduzione del servizio passaggeri sui bus, sui tram e sulla metropolitana. A dicembre 2010 scade l'ultimo contratto d'esclusiva fra il Comune e la "sua" azienda di trasporti. Il contratto successivo - per obbligo di legge - dovrà passare attraverso una gara d'appalto europea prevista per il prossimo autunno: potrebbe essere vinta da GTT, ma potrebbe vincere, invece, un'altra società di trasporti, pubblica o privata, italiana o straniera, con sede e interessi chissà dove.
Si entrerà in regime di concorrenza, anche se è probabile che GTT vinca il confronto. Il primo obiettivo della ristrutturazione industriale iniziata nei giorni scorsi in casa GTT è proprio quello di preparare l'azienda alla gara internazionale, "confidando - afferma il vice-sindaco Tom Dealessandri, incaricando di seguire la vicenda - che la nostra società di trasporti sia in grado di battere la concorrenza e restare al suo posto, aggiudicandosi la gestione dei trasporti torinesi per un altro decennio".
Sotto il profilo dei cittadini una eventuale sconfitta di GTT non comporterebbe modifiche nella struttura della rete di trasporti pubblici. Potrebbe incidere sulla "qualità" del servizio, essendo imprevedibile il modello organizzativo di altri gestori, le politiche di risparmio che sarebbero introdotte, gli intrecci societari e via dicendo. Sotto il profilo occupazionale, una sconfitta di GTT sarebbe senza ripercussioni anche rispetto ai posti di lavoro: gli oltre 5.000 autisti, operai e impiegati di GTT sarebbero trasferiti automaticamente (come impone una clausola della gara d'appalto) alle dipendenze del vincitore della gara, chiunque esso sia.
I problemi di un'eventuale sconfitta di GTT, quelli più amari per le finanze comunali, sarebbero legati al fatto che GTT resterebbe quasi senza lavoro. Il valore delle azioni societarie colerebbe a picco facendo tramontare ogni tentativo di venderle e ricavarci qualcosa.
Ma il Comune ha fiducia che la gara sia vinta da GTT. Si tratterrà di una procedura impegnativa, complessa: poche altre società di trasporto hanno i mezzi e la competenza per affrontarla.
La gara. Secondo il vice-sindaco Dealessandri (cui Chiamparino ha consegnato molte patate bollenti della Città: questa dei trasporti, la vicenda dell'inceneritore, lo scandalo dei cimiteri,...) il bando di gara internazionale sarà lanciato subito dopo l'estate, sperando di decretare il vincitore sotto Natale. Se ne stanno occupando gli uffici tecnici del Comune.
Fino a qualche mese fa si parlava di un bando diverso, preparato insieme agli altri Comuni raggiunti dalle linee di trasporto extraurbano. L'Agenzia Mobilità Metropolitana (il consorzio trasportistico di Comune, Provincia, Regione e 30 Comuni dell'area metropolitana) aveva già imbastito la gara europea, ma all'ultimo momento Torino le ha revocato l'incarico. Palazzo Civico preferisce occuparsene direttamente, anche se in collaborazione.
Perchè esautorare l'Agenzia? Per non ridurre la gara d'appalto alla concessione delle reti tramviarie e di bus. Il bando torinese sarà esteso ad altri servizi cittadini sui quali l'Agenzia non ha poteri d'appalto: la metropolitana, la gestione dei parcheggi a strisce blu, i battelli sul fiume Po, l'ascensore della Mole Antonelliana, il trenino a cremagliera di Superga. Sarà messo tutto in uno stesso ricco piatto.
Ovvio che i Comuni della cintura non siano contenti del metodo: hanno protestato. Da tempo lamentano l'autarchia di Torino che - per limitarci ad un solo esempio - fa il bello e cattivo tempo sui binari della ferrovia dell'aeroporto, interrotti da vent'anni in periferia.
Agli occhi dei Comuni "minori" l'esclusione dell'Agenzia dalla gara torinese è stata sgradevole, ma dal punto di vista di Torino hauna logica: se vincerà GTT, come si prevede, vedrà valorizzato al massimo il proprio valore di mercato, potendo poi pensare di crescere partecipando a gare successive in altre città. Confermerà di essere un'azienda importante anche nel nuovo regime di concorrenza: un'azienda con vasto giro d'affari e ricche azioni da vendere.
La nuova GTT. In vista della gara europea, lunedi 17 maggio il Consiglio comunale ha messo mano a una vasta ristrutturazione di GTT, richesta dalla legge italiana. L'azienda municipale sarà divisa in due parti: da un lato il Gruppo incaricato del servizio passeggeri (l'attuale GTT, rinominata GTT Servizi, che parteciperà alla gara), dall'altra una nuova potente società comunale, InfraTo, con il compito di rilevare le infrastrutture di GTT (binari, metropolitana, depositi, impianti generali) e di gestire i futuri appalti che li riguardano, i progetti di sviluppo, i finanziamenti.
Sta per accadere sul piano locale ciò che è capitato qualche anno fa in casa delle Ferrovie dello Stato quando il servizio passeggeri fu assegnato a Trenitalia Spa mentre la proprietà materiale dei binari passava a RFI Spa. Perchè la separazione? Per consentire le gare d'appalto, cioè l'avvicendamento di gestori diversi sulle medesime infrastrutture.
A Torino la separazione scatterà il prossimo mese di agosto. GTT subirà un ridimensionamento: si occuperà della gestione del servizio di trasporto, non più delle infrastrutture, rilevate da "InfraTo" che avrà impianti come la metropolitana sotterranea e il tram 4 (metrò leggero), ne curerà lo sviluppo, affiderà i nuovi cantieri, distribuirà i fondi statali, accenderà mutui: sarà un collettore di crediti e debiti, un nuovo centro di potere attorno al quale - non a caso - sono state consumate settimane di battaglia politica per le poltrone di vertice.
Pare che uno dei primi passi compiuti dal neo-presidente della Regione Cota sia stato quello di chiedere una partecipazione della Regione proprio nel capitale di InfraTo.
GTT trasferirà 65 impiegati alla società "InfraTo".Conserverà tutti gli altri dipendenti: 5.235 autisti, tecnici, impiegati. Resterà l'azienda più grossa, con funzioni molto importanti, ma priva di una quota di potere strategico. Cospicue operazioni di finanza locale non passeranno più di qui.
Nel braccio di ferro - tutto interno al Partito Democratico - per l'assegnazione delle poltrone di vertice della nuova società "InfraTo" e di GTT la stanno spuntando i vecchi uomini Ds: sembra che si stiano aggiudicando il comando di "InfraTo" (amministratire unico Giancarlo Guiati) e la poltrona di amministratore delegato in casa GTT, sottratta a Tommaso Panero (ex Margherita) per essere passata al Ds Roberto Barbieri. L'ex corrente della Margherita porterà a casa la presidenza di GTT con il canavesano Francesco Brizio.
Le azioni GTT. L'ipotesi si vendere una parte delle azioni di GTT (40%) accompagna il balletto dei trasporti, come effetto collaterale della vicenda. E' il tema da cui siamo partiti: quanto potrebbero incassare le casse malconce di Palazzo Civico? Si parla di 150-200 milioni di euro.
Secondo fonti vicine alla Giunta Chiamparino la "vendita" potrebbe essere tentata già nei primi mesi del 2011. Subito dopo, in primavera, ci sono le elezioni comunali. Dealessandri conferma l'ipotesi di vendere ma non le scadenze, che a molti sembrano troppo strette. Alcuni osservatori ritengono che a spingere sull'acceleratore non sia il vicesindaco ma il sindaco stesso: dopo aver fallito l'alleanza con l'Azienda dei Trasporti Milanesi (ATM), vorrebbe portare a casa almeno il denaro contante che GTT può fruttare al Comune, contribuendo al risanamento dei colossali debiti municipali, un macigno da 5 miliardi di euro.
Per incamerare il denaro, il Comune cederà ad altri imprenditori pubblici o privati, una parte del controllo dell'azienda municipale. Sarà l'altra faccia della medaglia, un passo necessario, ma anche un'innovazione che, secondo la squadra del sindaco, farà aumentare l'efficienza manageriale di GTT.

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