QUALE
SARA' IL FUTURO DI GTT?
Articolo tratto da "La Stampa" del 21 gennaio
2010
"CON QUELLA GARA GTT
RISCHIA DI FINIRE A PEZZI" Il Comune contro l'Agenzia metropolitana
Nelle stanze del potere si
sta combattendo una battaglia dal cui esito dipenderà il futuro
di GTT. Una battaglia che vede Palazzo Civico e i vertici dell'azienda
di corso Turati alleati su due fronti e i cui esiti si tradurranno
in opportune modifiche della delibera ancora al vaglio del Consiglio
comunale e con la quale nascerà "Infra.To", la società
delle infrastrutture, punto di partenza per portare GTT a misurarsi
con il mercato come pretende la legge sulle liberalizzazioni. Il
primo fronte è quello aperto per contendere le possibili ricadute
negative del voto di marzo se ai vertici della regione arriverà
il leghista Cota e il centrodestra; un evento che non spaventa,
ma che potrebbe mettere in discussione impegni finanziari presi
da Mercedes Bresso e dal suo governo e considerati esenziali per
GTT: innanzitutto l'impegno di piazza Castello di accollarsi il
50% dei 70 milioni annui necessari a pagare il prolungamento della
linea 1 da Lingotto a piazza Bengasi. Il secondo fronte, invece,
vuole allontanare la minaccia di fare uno "spezzatino"
di GTT minacciata da una gara indetta dall'"Agenzia per la
Mobilità Urbana" presieduta da Giancarlo Nigro, con la quale
si vorrebbe assegnare il servizio di trasporto suburbano, cioè quello
al confine fra Torino e la cintura: 11 milioni di chilometri annui,
6,5 in territorio torinese, gli altri fuori. "Una gara assurda.
Immagini che coordinamento ci potrà mai essere tra noi che ci occupiano della
metropolitana e un altro soggetto che si occupa dei bus che dovrebbero
portare i passeggeri dai centri della cintura alla metro stessa",
commentano seccati in corso Turati e a Palazzo Civico. Nigro replica
che la gara si è resa necessaria perchè l'assessore ai Trasporti
regionale, Daniele Borioli, l'ha posta come condizione per sbloccare
26 milioni di fondi. Un problema però, giudicato superabile.
Il bando di gara dell'Agenzia lascia aperte una serie di porte nelle
quali il Comune si sta infilando per"smontare" la gara
contestata e farne un'altra, "ugualmente utile per sbloccare
i finanziamenti". Come intende agire il Comune? Prendendo i
6,5 km finiti nel contestato bando per il trasporto suburbano e
spostandoli sulla gara che dovrà assegnare i 55 milioni di km del
trasporto di Torino città. I restanti 4,5 km verrebbero invece "assorbiti"
nell'appalto già assegnato a un consorzio di cui fa parte anche
GTT e che per i prossimi 6 anni coprirà il trasporto extraurbano,
quello di tutta la Provincia, Torino esclusa. Per fare questo,
nella delibera di "Infra.To" verrà specificata la volontà
del Comune di mettere a gara in un colpo solo sia il trasporto di
bus, tram e metro (compresi i 6,5 di cui dicevamo), insieme con
la remunerativa gestione dei parcheggi e soprattutto delle strisce
blu, fino ai battelli "Valentino" e "Valentina",
al servizio di scuolabus, ma non quello per i disabili che - ha
chiarito la legge - dovrà essere gestito direttamente dal Comune.
Metterà a gara tutti questi servizi in blocco eviterà che eventuali
offerte di soggetti interssati si concentrino solo su servizi remunerativi
come i parcheggi. Infine, una gara a blocco rappresenta un indubbio
vantaggio per GTT che vedrà lievitare le sue possibilità di vittoria.
Vittoria che permetterà a corso Turati di cercarsi un partner -
che ovviamente dovrà pagare per acquistare una quota fino al 40%
di GTT - e con il quale sarà libera di lanciarsi sul mercato. Eventualità
oggi vietata dalla legge per quelle aziende - come GTT - che gestiscono
il servizio solo perchè il Comune gliel'ha affidato direttamente,
senza gara.
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