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FUSIONE GTT-ATM MILANO |
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Articolo tratto dal quotidiano "La Stampa" del 13 novembre 2008
GTT-ATM: L'ULTIMA BATTAGLIA E' IN CASA PD
E' forse l'ultima battaglia sulla strada che
porta alla fusione GTT-ATM e la si sta combattendo tutta in casa Pd, quella
del sindaco che è il più convinto sostenitore dell'alleanza tra Torino e Milano.
Una
battaglia che ha spinto il partito a convocare un vertice venerdi presenti i
manager GTT e anche i parlamentari piemontesi del Pd, compreso Stefano Esposito
che più si è esposto nel sollevare legittimi dubbi sulla fattibilità giuridica
dell'operazione. Tesi tutt'altro che peregrina se è vero che fra gli advisor
legali - quelli torinesi vedono in prima fila lo studio Benessia - ci sarebbe
maretta.
Dunque, chi contesta l'operazione sostiene, in buona sostanza, che
violerebbe il decreto Burlando del '97 secondo il quale operazioni come quella
ipotizzata tra GTT e ATM sono buone solo se le aziende coinvolte sono "contigue",
vale a dire che i loro bacini di servizio siano confinanti. E Milano e Torino
non lo sono. Sull'argomento GTT ha già preso posizione sostenendo che il decreto
sarebbe superato. I contestatori dell'accordo non ne sono convinti e hanno rilanciato
i loro dubbi con un lungo promemoria arrivato a tutti i protagonisti del Pd
in qualche modo toccati dal problema-fusione. Non solo, dubbi vengono sollevati
sulle concessioni ferroviarie che GTT ha dalla Regione e che, in caso di fusione,
cambiando il concessionario "salterebbero". E i beni di GTT pagati
con soldi pubblici che fine faranno, visto che dovrebbero essere assorbiti nell'ipotizzata
newco dove ATM avrebbe la maggioranza? Insomma, c'è il fondato pericolo che
la fusione "deprimerà patrimonialmente la collettività piemontese"
e "indebolirà irrimediabilmente la realtà GTT". Domani il Pd affronterà
tutti i dubbi per capire se dare uno stop o sostenere l'operazione arrivata
ormai in vista del traguardo.