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FUSIONE GTT-ATM MILANO |
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Articolo tratto da "Il Giornale" del 26 ottobre 2008
LA FUSIONE CON TORINO METTE
A RISCHIO 500 POSTI
I tranvieri lanciano l'allarme. Il presidente: "E'
sviluppo".
Fi: "L'azienda milanese è più ricca, ci perderebbe
solo"
L'ultimo deragliamento di un
"suo" tram l'ha saputo al telefono. Dall'altra parte della cornetta
era Letizia Moratti. Chiamata aspra e senza troppi complimenti, quella del sindaco
di Milano. Ma, lui, Elio Catania, lo scorso martedi, aveva altro da fare: era
a Torino per realizzare un colosso da 1.200 milioni di euro. Si, la fusione
tra Milano e Torino, tra le due rispettive aziende tramviarie: ATM e GTT. Matrimonio
voluto sia dal sindaco Moratti che da Sergio Chiamparino e benedetto da Banca
Intesa-San Paolo che, tra l'altro, vede Catania nel consiglio di gestione.
Ma
c'è chi frena le voglie di annessione delle municipalizzate, "troppi rischi
per una fusione che non sarà affatto paritaria e non perchè l'azienda milanese
ha una fatturato superiore al 50% rispetto a quello piemontese" afferma
il gruppo regionale piemontese di Forza Italia per bocca di Ugo Cavallera.
Un'integrazione
con ripercussioni sindacali, secondo i sindacati: "Catania lo nega
ma in gioco ci sono 500 e più posti di lavoro perchè la ricerca delle economie
di scala si declina in tagli". Catania però dribbla: "Puntiamo allo
sviluppo. E sviluppo vuol dire crescita". Giancarlo Guiati, presidente
di GTT, sottoscrive: "Le sinergie che deriverebbero dall'unione delle due
società saranno nell'ordine di centinaia di milioni di euro e ottenute tra l'altro
nel campo degli acquisti, della manutenzione e del sistema amministrativo".
Virgolettati
che non smentiscono però il timore dei 500 e più tagli del personale. Anzi,
l'aggregazione può portare a "un aumento dei mezzi pubblici, una migliore
logistica ma anche ad una possibile esternalizzazione, come già accade in molti
settori dell'ATM" riconferma il sindacato.
Di certo, dalla fusione ATM-GTT,
sulla base del fatturato 2006, la nuova società si classificherebbe nona in
Europa con 1.195 milioni di euro, tra la britannica GO AHEAD (2.050) e la francese
TRANSDEV (1.014). Prima resterebbe la francese VEOLIA TRANSPORT (4.865), seconda
la britannica FIRST GROUP (4.243) e terza la francese RATP (3.710). Numeri da
colossi del trasporto pubblico, competitività che per Chiamparino "non
possiamo subire passivamente".
Sul fronte operativo sembra certa l'accettazione
di un modello di fusione dove ATM pur pesando di più è pronta ad una gestione
alla pari, blindata e garantita nel tempo da una finanziaria dove finirebbero
le azioni dei Comuni che controllano la Newco. Soluzioni che il Pdl sta studiando
anche rispetto all'autonomia delle stesse aziende e alla divisione delle deleghe
tra il presidente del gruppo ATM-GTT che sarebbe di nomina Newco e in quota
a Torino mentre l'amministratore delegato sarebbe in quota a Milano. Al primo,
oltre all'indirizzo e alla verifica, GTT vorrebbe pure che gli fosse affidato
anche un potere di controllo. Di questo, c'è da esserne sicuri, Catania sarà
chiamato a rispondere martedi prossimo davanti alla commissione Trasporti di
Palazzo Marino.