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FUSIONE GTT-ATM MILANO |
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Articolo
tratto dal quindicinale "Il Sole 24 ore Trasporti" del 18 febbraio
- 1 marzo 2008
MILANO
LANCIA IL POLO DEL NORD CON TORINO, BERGAMO E BRESCIA
Gli italiani all'attacco:
dopo l'alleanza con GTT, ATM apre ad altre due SpA pubbliche
Un grande polo del Nord, anche
contro "lo straniero" nel TPL. E' questa l'intenzione di Elio
Catania, numero uno di ATM Milano che, dopo Torino, guarda ora a Bergamo, Brescia
e Mantova, senza disegnare l'impegno all'estero: a Copenaghen gestisce già la
metropolitana, mentre si prepara alla gara per la costruzione e il management
del metrò di Dubai in ATI con Finmeccanica. L'aggregazione con il GTT di Torino,
che ha ricevuto nei giorni scorsi il via libera dei sindaci-azionisti, Letizia
Moratti e Sergio Chiamparino, procede con trattative a livello tecnico tra i manager
delle due aziende di TPL. Non è prevista, al momento, la consulenza di un advisor
che, probabilmente, entrerà in campo in un secondo tempo, prima della chiusura
dell'intesa prevista per la fine dell'anno.
L'idea che va concretizzandosi
è la creazione di una holding, che consentirebbe alle due realtà di mantenere
il proprio brand legato al territorio e allo stesso tempo di creare sinergie,
quindi risparmi, sugli acquisti e la manutenzione. E soprattutto di costruire
una dimensione che le renda più competitive nelle gare per i servizi in
Italia e capaci di confrontarsi con i grandi gruppi europei, che hanno
dimensioni pari a quelle di tutte le municipalizzate italiane messe insieme.
L'alleanza
con ATM consentirebbe a GTT di avere risorse fresche da investire nei lavori
per il completamento della metropolitana torinese, mentre l'azienda milanese
si troverebbe in casa le due certificazioni per circolare sulla rete ferroviaria
già in possesso di GTT, che aprirebbero la strada anche alle gare per i treni
dei pendolari. A dare man forte all'alleanza potrebbe scendere in campo anche
Corrado Passera, numero uno di Intesa-San Paolo dove Catania occupa una delle
poltrone del comitato di gestione. Ad avvalorare l'ipotesi, oltre allo storico
legame della banca con la città di Torino, c'è anche un crescente interesse
dell'istituto di credito verso il settore dei trasporti, dopo l'esposizione
nella partita di Alitalia al fianco di AirOne e l'acquisto del 20% delle azioni
di NTV, la nuova compagnia ferroviaria fondata da Luca Cordero di Montezemolo.
L'ingresso
nell'aggregazione delle aziende di Bergamo (ATB) e Brescia (Brescia Trasporti),
annunciata da Catania, trova Torino prudente, ma non chiusa. "L'alleanza
tra ATM e GTT - ha dichiarato il presidente di GTT, Giancarlo Guiati - sarebbe
una risposta importante, che viene per la prima volta dalle aziende, alle difficoltà
del settore a causa di risorse finanziarie e sempre scarse. Il mercato italiano
del TPL è molto frammentato e ha visto l'arrivo di grandi operatori stranieri.
Dall'unione delle forze delle due aziende potrebbe nascere una realtà in grado
di competere con successo. Anche perchè si tratta di un'aggregazione aperta
che, se avrà successo, dovrà confrontarsi con altri soggetti pubblici o privati,
che hanno interesse a condividere il progetto."
I contatti dell'ATM
di Milano con le aziende di Bergamo e Brescia sono già consolidati. Catania
ha dato vita ad un'ATI per aggiudicarsi il 45% dell'APAM di Mantova. La cordata,
nella quale ATM detiene il 51% e l'ATB di Bergamo e Brescia Trasporti si spartiscono
il resto con il 24,5% ciascuna, ha presentato una manifestazione di interesse.
Gli altri concorrenti sono ARRVIA, il colosso inglese presente in Italia attraverso
la SAB di Bergamo, le FERROVIE NORD e una cordata composta dalle aziende di
TPL di Verona e Pordenone. Entro metà marzo dovranno arrivare le offerte impegnative
per assicurarsi la gestione dell'APAM che oggi ha una valore della produzione
pari a 23,5 mln di chilometri annui.
Se l'aggregazione tra ATM, GTT, ATB
e BRESCIA TRASPORTI andasse in porto darebbe vita alla prima azienda in Italia,
con attività del 50% maggiore delle aziende romane e cinque volte superiore
a Napoli. Il nuovo soggetto avrebbe il fatturato di 1.257 mln\€, contro gli
820 di Roma (ATAC, TRAMBUS e MET.RO), gli attuali 727 di ATMI, i 468 di
GTT. Conquisterebbe un posto considerevole anche in Europa, posizionandosi al
nono posto per fatturato, subito dopo colossi come ARRIVA (2,5 mld\€ nel 2006),
KEOLIS (2,5 mld), RATP (3,7 mld) e VEOLIA (4,8 mld).