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DOCUMENTI DI VIAGGIO ELETTRONICI

Articolo tratto da "La Repubblica" del 18 ottobre 2009

 LA MULTINAZIONALE THALES A GTT: OMBRE SULL'APPALTO PER IL BIGLIETTO ELETTRONICO

"Sicuri che tutte le aziende abbiano le carte in regola per partecipare alla gara?" Una richiesta che ha 16 milioni di buoni motivi per essere fatta. Tanto vale l'appalto lanciato da GTT per aggiudicarsi il Bip, il sistema di biglietto elettronico per il trasporto pubblico voluto dalla Regione. Ma non solo. A sollevare la questione è una delle aziende che partecipano alla competizione, la Thales Italia, società che fa parte dell'omonima multinazionale francese.
La lettera con cui Eric Tourtay, direttore generale della Thales, solleva la questione è datata 30 settembre ed è indirizzata a Giovanni Foti, presidente della commissione di gara di GTT, e all'assessore ai Trasporti della Regione, Daniele Borioli. Missiva in cui i francesi chiedono maggiori verifiche sulle aziende concorrenti, la Elsag, la Tpr e la Erg, perchè hanno il sospetto che non tutte abbiano i requisiti e le certificazioni corrette. Ma da dove derivano i dubbi del colosso transalpino? Da una gara fatta a Saluzzo sempre sul biglietto elettronico. Thales ha vinto l'appalto, ma finita la trafila ha voluto verificare le carte dei concorrenti, alcuni dei quali partecipano all'appalto torinese. E spulciando sarebbero saltate fuori le magagne. Così per correttezza, tanto da richiedere la registrazione della lettera negli atti della gara, Tourtay ha preferito informare chi di dovere della situazione. "La mancanza di accertamenti da parte vostra potrebbe risultare lesiva nei confronti di tutti i partecipanti alla gara", sottolinea il direttore generale di Thales.
Nelle poche righe precedenti Tourtay aveva spiegato che negli atti della gara di Saluzzo, lanciata da un'azienda partecipata al 30% da GTT, "abbiamo potuto constatare la presenza nella documentazione tecnica di evidenti inesattezze, dichiarazioni non suffragate da certificati di esecuzione, certificazioni o omologazioni". Insomma, o ci sono errori oppure mancano le pezze d'appoggio a conferma delle informazioni date dai partecipanti. Da qui la richiesta di fare le verifiche per evitare problemi nella gara in corso.
La lettera crea scompiglio nell'azienda di corso Turati, ma a rispondere alla richiesta di Thales non è Foti, che presiede la commissione, ma il direttore generale di GTT, Giovanni Battista Razelli. Altra lettera viene inviata a Borioli da Giancarlo Guiati, presidente di GTT, e Tommaso Panero, amministratore delegato, per rassicurare l'assessore. Nella missiva a Thales, datata 8 ottobre, Razelli spiega che la gara sta andando avanti a regola d'arte e si spiace del fatto che Thales lamenti irregolarità di un appalto lanciato da un'altra azienda. I francesi, però, non sono convinti, tanto da essere tornati alla carica con una nuova lettera a GTT per circostanziare meglio le presunte magagne di Saluzzo ed evitare che si ripetano nell'appalto torinese. Non solo. I francesi hanno pure rinunciato a partecipare all'identico appalto lanciato per l'area di Alessandria.

Articolo tratto da "La Repubblica" del 19 ottobre 2009

BIGLIETTI HI-TECH, NUOVO AVVERTIMENTO A GTT

Le risposte rassicuranti dei vertici GTT sulla gara per il biglietto elettronico, un affare da 16 milioni solo per la provincia di Torino, non hanno convinto la Thales. La multinazionale francese, che con una missiva del 30 settembre aveva sollevato dubbi sulla correttezza dei documenti presentati da alcuni concorrenti, è tornata alla carica inviando all'ex municipalizzata e all'assessorato ai Trasporti della Regione una nuova lettera con allegato materiale. E i dubbi ricadrebbero in particolare su una società: la Elsag Datamat, storica azienda di Genova che fa parte del gruppo di Finmeccanica.
I documenti inviati dal direttore generale di Thales, Eric Tourtay, riguardano appalti analoghi a quello in corso sotto la Mole e dai quali risulterebbe che Elsag, in lizza per vincere la fornitura del sistema Bip, non avrebbe le caratteristiche. Questa la tesi dei francesi che avevano già chiesto al presidente della commissione di Torino, Giovanni Foti, di verificare le proposte tecniche di tutti i concorrenti.
Secondo le carte raccolte dalla multinazionale transalpina, che è andata a spulciare i fascicoli dell'appalto chiuso a Saluzzo per la provincia di Cuneo, l'azienda genovese, insieme con Ansaldo, ha partecipato ad una gara analoga ad Atene: un appalto per il sistema di pedaggio per l'ampliamento del metro. Il consorzio sarebbe poi stato escluso perchè la Elsag o non ha fornito i certificati che provano l'esperienza tecnica rispetto ai sistemi di pedaggio o perchè le pezze date alla commissione greca su una gara per i biglietti megnetici dell'ATM Milano non erano risultate corrette: i lavori non sono stati fatti dalla Elsag, come dichiarato nei documenti greci, ma da altre società (Ascom Monetel, Ascom Italia e Firema). A queste perplessità si aggiungono i dubbi rispetto alle carte di Saluzzo, appalto vinto dalla stessa Thales dove Elsag figura tra i partecipanti.
Il tutto rischia, a gara aperta, di trasformarsi in un vespaio. La Thales, in lizza, solleva dubbi sui concorrenti, in particolare sulla Elsag e ai francesi non sono sufficienti le rassicurazioni date da GTT. La Regione, che finanzia tutto il sistema Bip con 25 milioni di euro, mostra preoccupazione: "Avevo già chiesto chiarimenti - dice l'assessore Daniele Borioli - ho ricevuto un report da GTT in cui si dice che tutto procede in maniera corretta. A me preme che il progetto Bip veda la luce, ma allo stesso tempo che le gare avvengano in maniera trasparente  e senza ombre". E aggiunge: "Farò ulteriori verifiche sia a tutela dei concorrenti sia a tutela della Regione che con soldi pubblici finanzia il progetto e se qualcuno ha sospetti non esiti a rivolgersi alla giustizia ordinaria o amministrativa. Gli unici luoghi opportuni per sciogliere eventuali dunni".
I vertici di corso Turati preferiscono non entrare nel merito. L'azienda ribadisce che "la gara sta procedendo secondo l'iter previsto, come peraltro già confermato da GTT nella corrispondenza in risposta alla lettera inviata da Thales". Non solo. L'azienda guidata da Guiati e Panero "valuterà quanto accaduto con attenzione per tutelare in tutte le sedi sia il corretto svolgimento dell'appalto sia il nome della società".

 Articolo tratto da "La Repubblica" del 20 ottobre 2009

BIGLIETTI HI-TECH, INDAGA LA PROCURA
Gtt dà le carte dell'appalto ai pm: ecco la prova che è tutto corretto

Il caso dell'appalto per il biglietto hi-tech di GTT finisce in procura. Una scelta degli stessi vertici dell'ex municipalizzata: il presidente Giancarlo Guiati e l'ad Tommaso Panero hanno deciso di inviare una relazione completa a Palazzo di Giustizia. Ieri, insieme al numero uno della Commissione che deve decidere il vincitore della gara da 16 milioni di euro, Giovanni Foti, si sono incontrati con gli avvocati dell'azienda per decidere quali misure adottare.
La questione è complicata. Un concorrente, la multinazionale francese Thales, attraverso lettere, con tanto di documenti di una gara analoga di Atene e i dubbi sollevati sulle carte dell'appalto di Saluzzo, solleva il sospetto che un altro partecipante, la Elsag Datamat di Genova, gruppo Finmeccanica, non abbia i requisiti tecnici adatti per concorrere alla fornitura del sistema per il Bip, il biglietto unico elettronico, progetto voluto dalla Regione.
Una presa di posizione che ha creato fibrillazioni in GTT. Alla fine del vertice con i legali, in corso Turati, è stata messa a punto una nota dettagliata sull'iter di gara. Documento che sarà inviato all'assessore Borioli, che ha chiesto di vederci chiaro e che sia garantita la massima trasparenza, e alla procura della repubblica di Torino. Guiati e Panero preferiscono non parlare. Dall'azienda di trasporto pubblico del comune fanno però sapere che "sono stati trasmessi alla Regione tutti gli elementi per dimostrare la correttezza del procedimento e di aver provveduto a segnalare i fatti alle autorità competenti". Leggi palazzo di giustizia. Un modo per tutelarsi prima che qualcuno sollevi un problema di turbativa d'asta.
Ma non è detto che la decisione di GTT di inviare la nota in procura sia l'unica iniziativa giudiziaria. Le lettere e il carteggio tra Thales, GTT e Regione, pubblicato da "Repubblica" domenica, hanno messo in allarme tutti i concorrenti alla gara lanciata a fine 2008. In primis la Elsag Datamat di Genova, tirata in ballo dalla multinazionale Thales. L'azienda del gruppo Finmeccanica, al momento, non vuole intervenire sulla questione: "No comment". Rimangono altri due concorrenti. La Erg, sempre di Genova, e la Tpr Service con sede a Maddaloni, in provincia di Caserta. Prima azienda italiana, come si legge dal profilo sul sito internet, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi per la bigliettazione. Marchio nato tredici anni fa e con all'attivo diverse gare vinte. Il numero uno Angelo Rispoli si è già rivolto ad un legale torinese, Maria Cristina Macrì, per tutelare l'azienda è ciò che è stato fatto fino ad ora per conquistare la commessa Bip: "Sono molto preoccupato rispetto alla situazione che si è creata a Torino - spiega Rispoli - non vorremmo essere danneggiati e sto valutando con l'avvocato il da farsi in tutte le sedi, compresa quella giudiziaria". Molto dipenderà anche dalle rassicurazioni che GTT, che non ha intenzione di sospendere l'iter di gara, fornirà a tutti i concorrenti in lizza. L'avvocato Macrì, che ha preso in mano la situazione da poche ore, non si sbilancia: "Non sappiamo ancora cosa fare - spiega - stiamo studiando la situazione che comunque appare anomala sotto diversi punti di vista".

Articolo tratto da "La Repubblica" del 21 ottobre 2009

BIGLIETTI HI-TECH GTT, IN PROCURA L'ESPOSTO DI UN'ALTRA AZIENDA

"Verificate la regolarità della gara". Sul caso dell'appalto per il sistema di emissione dei biglietti hi-tech di GTT si è mossa un'altra azienda. Dopo che per i corridoi di palazzo di Giustizia si è visto aggirarsi l'amministratore della Tpr, Angelo Rispoli, accompagnato dal suo legale, in procura è arrivato un esposto. Il numero uno della società campana, dopo le lettere di Thales che sollevano dubbi sulla mancanza dei requisiti tecnici della Elsag Datamat, società genovese del gruppo Finmeccanica, chiede all'autorità giudiziaria di verificare la regolarità della gara di appalto di GTT. Il fascicolo sarebbe stato affidato al sostituto procuratore Cesare Parodi.
L'esposto di Rispoli che, dopo le perplessità sollevate dalla multinazionale francese, si era dimostrato preoccupato rispetto alla trasparenza e all'iter di gara, è un modo per tutelare l'azienda che ha sede in provincia di Caserta. Ed in procura dovrebbe arrivare anche la nota messa a punto da GTT per l'assessore ai Trasporti della Regione, Daniele Borioli. Documento che dimostrerebbe che tutti i passaggi dell'appalto lanciato a fine 2008 sono stati corretti.
Ora toccherà alla procura procedere e mettere gli occhi su una questione delicata nata dalle lettere e dai materiali inviati dalla multinazionale Thales a GTT. Missive in cui si mettevano in dubbio i requisiti tecnici della Elsag Datamat rispetto all'appalto chiuso a Saluzzo, oltre ad inviare le motivazioni per cui l'azienda genovese è stata esclusa da una gara simile per la metropolitana di Atene. Il direttore generale di Thales Italia, Eric Tourtay, dagli uffici di Vanzago fa sapere che "la società non ha mai sollevato dubbi ed eccezioni sulla procedura della gara di Torino, ancora in corso, e di quella di Saluzzo, in cui siamo stati assegnatari". Sulle procedure no, ma sulla documentazione tecnica presentata dai concorrenti, senza omologazioni e certificazioni, sì, come testimoniano le diverse lettere inviate a GTT e alla Regione.

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