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Articolo tratto da "La Repubblica - Ed.Torino" del 8 giugno 2010

SI AVVERA IL SOGNO DI RAMIA, PRIMA AUTISTA GTT MAROCCHINA

Salire e sedersi al posto dell'autista? "Un sogno". Un sogno che fra una decina di giorni diventerà realtà per Ramia Khallouk, 26 anni, prima autista di origine marocchina in GTT. Un sogno, non solo perchè si tratta di una lavoro stabile, di un passo avanti, di uno stipendio che si aggira intorno ai 1.100 euro al mese. Ramia, nata 26 anni fa a Ifrne, la "Svizzera" del Marocco, adora guidare. E quello di autista è uno dei mestieri che aveva in testa fin da bambina. Una carriera complicata per una donna nel suo Paese.
Un po' per caso, un po' per fissa, pochi mesi dopo il suo arrivo in Italia, nel 2005, ha iniziato a lavorare in un deposito dell'azienda guidata da Francesco Brizio.
"Non conoscevo bene l'Italia e non conoscevo per nulla Torino - racconta - al massimo dal Marocco si vedono le immagini di Roma". Ma sotto la Mole viveva già da qualche anno la cugina, così Ramia ha deciso di raggiungerla per tentare una strada diversa. "Non sapevo una parola di italiano - racconta - mi alzavo alle cinque del mattino e vocabolario alla mano iniziavo a girare bar e ristoranti, non trovavo nessun lavoro". Ma l'anno era quello giusto: il 2005. Pochi mesi dopo ci sarebbero state le Olimpiadi. Ed è bastato leggere un annuncio per trovarsi in uno dei depositi della società di corso Turati come addetta di una cooperativa. Mansione? Pulizia degli autobus. "Mi avevano assunta per i Giochi - sottolinea - poi sono stata confermata. Una fortuna. Ma volevo provare a fare altro. Ho iniziato a chiedere ai colleghi come si doveva fare, agli autisti cosa dovevo avere per salire al posto di guida".
Primo passo la scuola guida, nel 2007. Nel giro di un anno e mezzo riesce a prendere due patenti, l'abilitazione professionale e presenta la domanda di assunzione in GTT. Un investimento sul futuro, visto i costi: quasi 4mila euro. "Ho usato i risparmi. Non è stato difficile - racconta - non mi sono mai sentita fuori luogo perchè ero donna o perchè di origine straniera. Anzi. E' stata una bella esperienza". E tra un corso e l'altro, tra le ore passate al deposito e quelle sul bus per imparare i segreti della guida, Ramia incontra anche un amore italiano.
Ora è al Gerbido. E' passato un po' di tempo prima della chiamata, ma non si è scoraggiata. Non veste ancora la divisa, è impegnata nel corso teorico-pratico che GTT fa a tutti gli autisti. Che per lei il volante sia una passione lo si capisce dai viaggi per andare a trovare i parenti a Ifrne, dove è già diventata un caso. "Mai preso un aereo - racconta - preferisco fare 3.700 chilometri in macchina, passando da Francia e Spagna, poi il traghetto. In due giorni si arriva, poi mi do il cambio con mio marito. Non è pesante guidare mi rilassa". Auto usata? Una Golf. E' la velocità? "Mi piace sono una tifosa di Valentino Rossi, ma bisogna sempre essere sicuri".
Nella sua città natale è diventata una celebrità: "I miei genitori e mia sorella sono contenti - dice - Ifrne è piccola, ci saranno quattro o cinque taxi. Sono la prima donna autista all'estero". E il clima torinese? "Abituata, il mio paese è vicino alle montagne, c'è la neve, ma non scio. Non mi piace. Torino non è Roma, ma è bella uguale". Non sa ancora su quale linea lavorerà, in quale deposito andrà a finire. Al momento le tratte sono solo sulle mappe che i tecnici GTT ogni mattina illustrano alla classe di neo-autisti. "Non ho preferenze - dice - non vedo l'ora di partire". Paura? "No, solo quell'emozione che si ha quando si inizia un nuovo lavoro. Ma non è paura. Chi salirà sul mio bus potrà stare tranquillo".

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