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CAR SHARING TORINO

Articolo tratto da "Il Sole 24 Ore - Nord Ovest" del 26 agosto 2009

IL CAR SHARING PIACE AI TORINESI E GUADAGNA UTENTI E BUSINESS
Nel primo semestre 35% di clienti in più, fatturato su del 17%
120 auto nel capoluogo piemontese, leader in Italia anche per posteggi e corse
38.450 corse fatte a Torino nel 2008; 17.122 a Genova

Chi per amore, chi per denaro, con una scelta di mobilità intellegente che una volta tanto coniuga le due pulsioni. Cresce nel Nord-Ovest il popolo del car-sharing, servizio di auto "a consumo" rivolto ad abbonati, che si attesta nelle grandi città, dove aumentano flotte e parcheggi dedicati: uno zoccolo duro di circa 2mila utenti sia a Genova (si veda articolo a destra) che a Torino. I due capoluoghi rientrano nella dozzina del circuito italiano Ics (Iniziativa Car Sharing): globalmente, oggi circa 300 parking, quasi 500 mezzi a disposizione di oltre 13mila utenti (tante sono le card attive, i fruitori sono il 20 % in più). La stima è che un veicolo "condiviso" possa sostituire fino a 10 auto private.
Nato in Svizzera negli anni ottanta, in Italia sostenuto dal ministero dell'Ambiente, il sistema "pay-per-use" offre un approccio diretto alle quattro ruote: paghi per quanto usi, secondo tariffe orarie e chilometriche prestabilite. Alla sottoscrizione del contratto, ricevi una smart card e un Pin. Poi prenoti l'auto (su web o via call center H24), la usi, la riconsegni dove l'hai presa. Croce sopra a bollo, assicurazione, spese di manutenzione; anche benzina e Iva sono comprese, così come il parcheggio in zona blu; è lecito percorrere Ztl e corsie preferenziali, si viaggia anche con targhe alterne e domeniche ecologiche. Torino, veterana dove il servizio è attivo da fine 2002, ha il primato in Italia per numeri di parcheggi, auto e corse. Qui si contano oltre 2.200 utenti, 80 parcheggi fra città e dintorni, 120 mezzi in azione (recenti i Van). L'abbonamento annuo costa 179 euro, di cui 79 convertiti in prepagato da scalare. Formule speciali per enti e aziende, famiglie, card a prezzo "politico" (50 euro, che dà un bonus traffico da 150) per gli universitari del Politecnico in regola con gli esami (raggiunti i 220 iscritti); altre offerte per chi vuole testare (60 euro per i primi 3 mesi, 140 per i 9 restanti), o fruire del servizio anche in altre città (10 euro una tantum per una seconda, 25 per tutte).
Sotto la Mole il gestore è la società CarCityClub, srl di impronta pubblica (55% del Gruppo GTT; 35% di Fiat Savarent, società per il nolo a lungo termine; 15% della società di trasporto Canuto, a sua volta partecipata da GTT), che nel 2008 ha fatturato 1,25 milioni. Come market-share in Italia, il gestore torinese ha un peso del 30% a livello di servizio erogato per auto, parcheggi e corse. L'attività, giunta al settimo anno, si è estesa alla cintura (Collegno, Rivoli, Grugliasco, Moncalieri) e ha concquistato altre province (Biella e Fossano nel cuneese). Molto richiesto in centro, il servizio va raggiungendo le periferie.
Ma conviene? Ferale domanda, con risposta più che soggettiva. L'operatore subalpino mette on-line (
www.carcityclub.it) un calcolatore per individualizzare i ragionamenti. Per dire: una Grande Punto usata per 1.000 km l'anno costa 5 euro a km (quasi 5mila l'anno); in car sharing scende a 0,87 euro a km (870/anno), con risparmio dell'82,66%. Utilizzata per 5mila km l'anno, la stessa costa 1,08 euro (5.400/anno) se di proprietà, 0,68 euro se "shared" (3.400/anno), con sconto ancora significativo (36,86%). Adoperata infine per 9mila km/anno, costa rispettivamente a km auro 0,65 (5.900/anno) e 0,61 (5.500/anno) e l'economia tende allo zero (5,53%).
C'è chi non solo ha venduto la seconda macchina, ma pure l'ammiraglia di famiglia. La crisi accelera lo scenario, secondo l'a.d. Flaminio Orazzini, che segue l'attività dall'avvio, dopo 32 anni in Fiat: "Nel primo semestre abbiamo fatturato il 17% in più della prima metà 2008, con una crescita del 35% nel portafoglio clienti. In generale, più numerosi, ma più oculati, più maturi verso l'auto, i consumi, l'utilizzo del proprio tempo. Credo molto nella intermodalità: il car sharing è infatti integrativo, non sostitutivo." L'utenza, a Torino più business che altrove (8% liberi professionisti; 16% enti e aziende), si caratterizza per un livello culturale medio alto, solo il 48% è maschio, fra i privati il 70% non possiede un auto propria.
 

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