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L'ABILITAZIONE TRANVIARIA

MOTRICI TRANVIARIE SERIE 5000 (5000-5053)

Caratteristiche delle motrici tranviarie serie 5000 (serie aziendale 5000-5053):

Sagome massime:
Lunghezza:
22,20 metri (fuori tutto) Larghezza: 2,30 metri Altezza: 3,48 metri

Massa complessiva a pieno carico: 42 T (circa)

I veicoli sono denominati con la dicitura “T.P.R.”, ovvero Tram a Pianale Ribassato.
 

CIRCUITO DI TRAZIONE

Il circuito di trazione è così composto:
-
pantografo;
-
interruttore rapido (IR) A e B;
-
chopper A e B;
-
motori A e B;
-
telaio carrelli;
-
ruote;
-
binario.

Chopper: è un dispositivo che dosa la corrente ai motori e nello stesso fa da recupero di corrente nella frenata rimandandola alla rete, se lo consente.
Il chopper evita lo slittamento delle ruote in particolari situazioni: se le ruote dovessero slittare potrebbe scattare l’interruttore rapido (IR) a causa della sovratensione.

Motori: sono due posizionati sul carrello anteriore e sul carrello posteriore. Il carrello centrale è portante, quindi non dotato di motore.
I motori sono alimentati con
corrente continua a 600 V.

Interruttore rapido (IR): se si apre un IR è possibile trazionare con l’altro. La procedura è quella di resettare il banco e ripartire. Nel periodo estivo capita sovente che l’IR si stacchi a causa del caldo.

Se l’IR non chiude è possibile fare servizio con un solo motore ma fino al capolinea isolando il motore con la chiave del quadro (agendo sull’apposito interruttore posto in alto a destra).

N.B. Quando si parla di
ALIMENTAZIONE CIRCUITO A si intendono l'interruttore rapido A, il chopper A e il motore A, mentre con ALIMENTAZIONE CIRCUITO B, l'interruttore rapido B, il chopper B e motore B. Sono presenti due spie rosse sul cruscotto che identificano i circuiti, in caso di eventuali anomalie.
 

RICERCA GUASTI SULL'IMPIANTO (5000 CHE NON TRAZIONA)
-SEQUENZA CORRETTA DA APPLICARE-

Il tram si ferma e non traziona. La procedura corretta per la ricerca di un possibile guasto è:
- controllare il micro-interruttore (autoregolatore a “ZERO”);
- controllare che le porte siano ben chiuse (blocco porte);
- controllare l’interruttore rapido mediante le spie sul cruscotto.

Se il problema è ad un IR è possibile continuare a fare servizio con l’altro motore disponibile, per cui si esclude il circuito di alimentazione non funzionante, resettando il banco e SI TERMINA LA CORSA CON IL CIRCUITO FUNZIONANTE. E’ da considerare che con un solo motore si procede con più fatica in particolare modo nelle salite e la potenza di trazione è di soli 300 V.

Se il problema è al micro dell’autoregolatore purtroppo il conducente non può intervenire in nessun modo, se non chiamando la centrale operativa e attendendo l’arrivo dell’assistenza.

Se il problema è al blocco porte si può intervenire escludendolo. Il problema al blocco porte è individuabile in quanto le porte sono chiuse e la spia “PORTE APERTE” di colore rosso rimane inserita. L’esclusione del blocco porte è manuale intervenendo sul dispositivo “ESCLUSIONE BLOCCO TRAZIONE” posto in alto a destra nella cabina guida. Ogni qual volta si esclude il blocco porte NON E' POSSIBILE EFFETTUARE SERVIZIO PASSEGGERI per non compromettere la sicurezza.

Se invece il problema è ad una porta che rimane aperta o non chiude bene è possibile arpionarla manualmente intervenendo con l’apposito dispositivo nel portellone sovrastante. E’ possibile effettuare servizio fino al capolinea con un po’ di disagio. E' possibile effettuare servizio anche con 2 porte guaste.

Se il veicolo non traziona ancora:
-
controllare il voltometro di linea che sia sui 600 V, per avere la certezza di:
        -
non essere sotto un divisore;
        - che ci sia corrente;
        - non essere isolati;
        - avere il pantografo alzato.
-
controllare il convertitore statico mediante l’accensione dell’apposita spia verde: se la spia verde è spenta:
        - controllare lo stoz n. 44 relativo al convertitore statico (potrebbe essere semplicemente staccato);
        - conseguentemente controllare il voltometro di batteria e l’amperometro di batteria che sono strettamente collegati al convertitore statico:
        - voltometro di batteria: solitamente è posizionato tra 24 e 28 V, ma a spia spenta si abbassa fino ad arrivare a 18 V. Sotto i 18 V la vettura
          non traziona, fino ad arrivare al progressivo stazionamento. Ad arrivare a 18 V mediamente occorre 1 ora, pertanto il conducente ha 1 ora di
          autonomia in versione “risparmio” (aria condizionata disattivata, luci interne dimezzate, sbrinatore disattivato, ecc…)
        - amperometro di batteria: normalmente è posizionato a “ZERO”, ciò significa che la batteria riceve corrente dal convertitore statico; in
          anomalia si colloca a 100 A, pertanto la batteria non riceve corrente dal convertitore statico.
-
controllare il manometro dell’aria (tram giù d’aria): sotto i 5 bar circa c’è il blocco trazione, mentre sotto i 3,5 bar circa subentra gradualmente
   il freno di stazionamento (da considerare che 5 bar sono insufficienti per frenare il veicolo considerando anche che sotto i 10 km/h il freno elettrico

   
di servizio non esiste): è possibile effettuare quindi due controlli:
        - stoz n. 43 relativo al motocompressore;
        - reset del motocompressore con pulsante nel portellone in coda al veicolo (lato destro).
Non è possibile fare nient’altro per muovere il veicolo.


IMPIANTI FRENANTI

Sulle motrici serie 5000 si hanno ben sette distinte tipologie di sistemi frenanti. Vengono elencati secondo l'ordine di posizionamento (da sinistra verso destra):
1.
freno di stazionamento;
2.
freno con pattini;
3.
freno elettrico di servizio (freno elettrodinamico);
4.
freno pneumatico;
5.
freno d'emergenza (usata in caso di emergenza);
6.
freno di soccorso (usata in caso di emergenza);
7.
freno d'emergenza con uomo morto (sistema di frenatura passivo usato in emergenza).

1.
Freno di stazionamento: azionabile con l’apposito pulsante, funziona per depressione aria scaricando aria dai cilindri freni e agisce sul primo e     terzo carrello (freni a disco); la frenatura di stazionamento si attiva manualmente o automaticamente nei seguenti tre casi:
        -
per depressione aria (manometro inferiore a 3,5 bar circa);
        - batterie scariche;
        - banco in posizione “ZERO”.

2.
Freno con pattini: sistema analogo alla motrice 2800.

3.
Freno elettrico di servizio (o frenatura elettrodinamica): si attiva con l’autoregolatore come avveniva nelle motrici serie 2800; la differenza     sostanziale è che la frenatura elettrica. di servizio non si ha per velocità inferiore a 10 km/h.

4. Freno pneumatico: si attiva con l’autoregolatore inviando aria ai cilindri freni;

5. 
Freno d'emergenza: portando l’autoregolatore a fine corsa si ottiene la frenatura pneumatica di emergenza; è una frenata brusca per arrestare
    in breve tempo il veicolo mediante:
        -
massima frenatura elettrica di servizio (frenatura elettrodinamica);
        - massima frenatura pneumatica di servizio;
        - sistema antipattinamento (centralina Parizzi)
        - pattini;
        - sabbia.

6.
Freno di soccorso: è data dall’azionamento di un apposito pulsante posto a fianco dell’autoregolatore e si utilizza solo in caso di guasto di
    quest’ultimo. Con questo tipo di frenatura (sempre brusca per arrestare il veicolo in poco spazio) si ha la massima frenatura elettrica di
    servizio e la massima frenatura pneumatica (quindi non vengono utilizzati i pattini e la sabbia);

7.
Freno d’emergenza con uomo morto: se il conducente lascia il dispositivo “uomo morto” per un tempo superiore a 4 secondi circa, il veicolo     automaticamente attiva la frenatura di emergenza. Per ripristinare le condizioni di marcia occorre resettare il banco.
    
Questo tipo di frenatura è di tipo indiretto (o passivo), perchè non azionato direttamente dal conducente.

Rispetto alla motrice serie 2800 non si ha la frenatura elettrica di emergenza.

La frenatura agisce su tutti e tre i carrelli del veicolo: sul primo e sul terzo mediante freni a disco, mentre sul secondo con ceppi.


CENTRALINA PARIZZI (o Ghematic)

Le motrici serie 5000 sono datati del dispositivo Parizzi (dal nome del suo inventore). Tale dispositivo ha la facoltà di:
- impedire che la vettura “pattini”, cioè scivoli, nelle frenate; si attiva automaticamente quando il conducente spinge energicamente     l'autoregolatore;
- non consentire l’apertura delle porte a velocità inferiori a 2,5 km/h.


FERMO VEICOLO PER CARRELLI RIMASTI FRENATI

Se il veicolo traziona, ma si muove con difficoltà, il problema è da ricercarsi in un carrello frenato.
Occorre sbloccare manualmente il carrello frenato seguendo la procedura:
- stazionare il tram;
- posizionare l’autoregolatore a “zero”;
- scendere e cercare mediante le apposite “finestrelle” qual è il carrello che risulta frenato (“finestrella” con colorazione rossa); il carrello centrale
   non è dotato di finestrella per via dei freni con ceppi, pertanto occorre controllare la posizione dei ceppi aprendo il portello;
- identificato il carrello frenato occorre chiudere i due rubinetti di passaggio dell’aria (circuito principale e circuito di soccorso);
- scaricare l’aria rimasta nei freni con l’apposita valvola di scarico;
- sbloccare manualmente con l’apposito dispositivo di sblocco il freno di stazionamento (il carrello centrale non ha il freno di stazionamento);
- risalire a bordo veicolo, disinserire il freno di stazionamento e trazionare.

Con un carrello non frenante è possibile terminare la corsa con le dovute cautele; con due carrelli è pericoloso, quindi vietato ma è possibile spostare il veicolo; con tre carrelli il veicolo è completamente senza freni, quindi inamovibile.


Realizzazione di Christian Bizzi

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